alle undici e mezzo di mattina, la domenica, si ha tutto il diritto di girare per casa in pigiama prima di prendersi il terzo caffè, dico io. in pigiama di flanella, mica nudo. e se il pigiama non è nuovissimo, né pulitissimo, chi si dovrà vergognare è il napoletano che a quell'ora gira col gippone per le campagne lazziali e suona alle porte dei polli ruspanti per spacciare attrezzi nuovi imballati rubati al porto di civitavecchia o a un tir sull'A12 roma-civitavecchia o al deposito giudiziario in cui la polizia di civitavecchia scarica i sequestri. stavolta voleva vendere un gruppo elettrogeno, alla fine s'è accontentato di cento iuri per una motosega cinese finta stihl che sul mercato ne varrà 39,90, non so e non voglio saperlo, più due camicie. visto lo sbrego sul pantalone sinistro del pigiama, avrà pensato "maró, chist'è nu' cugliune". domenica di sòle, un po' velato.
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